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Percorrendo la statale 145, dopo Castellammare di Stabia ha inizio la
Penisola Sorrentina, la prima cittadina che il visitatore scorge arroccata
su di una rupe calcarea che si tuffa potente, nel Golfo di Napoli è Vico
Equense.
I suoi colli che, si curvano a mezza luna, attraversati dalla strada “
R.Bsco”, sono disseminati da tredici villaggi , gli antichi casali, sino a
“ Punta Scutolo” sul confine con il Comune di Meta di Sorrento.
Tutta la vasta superficie è popolata da 21.321 abitanti, ed è rigogliosa
di viti, ulivi, noci, a grumi
e boschi di castagno ceduo.
Abitata in epoca lontanissima dai Tirreni , dagli Estrichi, dai Fenici,
dai Greci e poi dai Romani, la costa aequana ha conosciuto momenti di
grande splendore e periodi di profonda decadenza.
Colpita dai terremoti del 62 e del 64 d.c. e dalla catastrofica eruzione
del Vesuvio 79 d.c., il suo territorio entrò a far parte del Ducato di
Sorrento.
Riconquistò dopo molti secoli la sua autonomia con gli “ Angioini” (1285 -
1309).
Vico Equense fu dai primi anni del Cristianesimo sede Vescovile e può
annoverare tra i suoi Vescovi Monsignor Michele Natale, martire della
Rivoluzione napoletana del 1799.
Tutto il territorio aequano è in una posizione ideale, a pochi chilometri
da Napoli, Pompei, Ercolano, Sorrento, Positano e Amalfi, a 5 minuti dal
mare e dalle spiagge (Marina di Vico e Marina d’Aequa) e a 15 minuti dal
Monte Faito 1215 metri d’altezza, con le sue
rigogliose faggete e le vaste pinete.
Prima di giungere al centro di Vico Equense, lungo la statale 145,
incontriamo la conca del “ Bikini” con la sua ampia spiaggia e il
prestigioso complesso di “ Capo La Gala”, poco più avanti lo stabilimento
delle Terme dello Scrajo, ricco di acque sulfuree; dove un’ondata di
benessere invade il visitatore, tra una natura lussureggiante, e una
cascata di acqua salso-bromo-iodica-magnesiaca,leggermente bromurata.
Proseguendo lungo la statale entriamo nella cittadina e attraversata la
piazza con la bella fontana in marmo del 1700, arriviamo nel centro
storico dove è possibile visitare l’ex cattedrale della SS. Annunziata, da
pochi anni restaurata e riaperta al culto, un rara esempio di architettura
gotica in penisola sorrentina, costruita nei primi anni del 1300 su una
rupe calcarea a picco sul mare, essa conserva mirabili opere d’arte,
affreschi e un Ecce Homo attribuito a Luca Giordano. Nel centro storico
troviamo inoltre la chiesa barocca dell’Assunta e attraversando i suoi
vicolo possiamo ammirare i numerosi portali e cortili catalani, per
giungere poi al “ Castello Giusto”, trecentesco maniero angioino,
residenza per sette secoli dei feudatari di Vico Equense.
Lungo Via Filangieri è possibile visitare il prestigioso “ Museo
Mineralogico Campano, ricco di 3500 esemplari rari e bellissimi, con una
sezione dedicata anche ai fossili. All’uscita del Museo, percorrendo via
S.Ciro, troviamo la chiesa parrocchiale dei Santi Patroni “Ciro e
Giovanni”.
Di notevole interesse è una visita al cinquecentesco convento di S.Maria
del Toro con la sua preziosa chiesa e la svettante torre campanaria, che
si può raggiungere a piedi in cinque minuti lungo Via Nicotera.
Lasciando l’antico centro abitato sulla costa e salendo su per la strada “
Raffaele Bosco” con l’auto o prendendo un autobus di linea, dopo aver
percorso pochi chilometri lungo una strada con panorami unici, troviamo il
casale di Massaquano, il più antico borgo del territorio aequano.Nella
piazzetta sulla destra, di particolare interesse, la Cappella di S.Lucia,
datata 1385, interamente affrescata da dipinti di scuola giottesca e in
alto la chiesa parrocchiale di San. Giovanni Battista.
E’ necessario percorrere qualche chilometro in salita per giungere al
Monte Faito, apprezzata stazione climatica, con un efficiente centro
sportivo con piscine aperte durante la stagione estiva.
Il Monte Faito è collegato con la città di Castellammare di Stabia da una
Funivia, qui si trovano le cime più alte della catena dei Monti Lattari,
con boschi e vegetazione lussureggiante ed indimenticabili panorami.
Ripercorrendo la strada in discesa dal Faito , arriviamo nel casale di
Moiano con la sua bella chiesa parrocchiale dedicata a S.Renato e dopo un
breve tratto di strada sulla “R.Bosco”,incontriamo il bivio per S.Maria
del Castello, in piccolo villaggio montano a strapiombo sul mare di
Postano e sul Golfo di Salerno, con la sua cappella del tardo
cinquecento,in cui sono custoditi dipinti di scuola caravaggiesca.
Proseguendo nel nostro cammino ,seguendo sempre la strada carrozzabile ,
incontriamo prima i casali di Tacciano e di Prezzano con le loro
civettuole chiese parrocchiali al centro dell’abitato, per giungere poi al
casale di Arola con l’antico eremo dei Camaldoli. Dal belvedere lo sguardo
spazia su tutto il piano di Sorrento, sino alla Punta della Campanella, un
panorama certamente suggestivo ed unico.
All’interno
dell’eremo vegetazione di castagni,di secolari lecci e querce fanno da
scenario al cortile interno della ottocentesca Villa Giusto - Astapiana
con il suo pozzo in marmo lavorato dei primi anni del 1500. Scendendo
ancora lungo la Raffaele Bosco, incontriamo prima il casale di Fornacelle
con la chiesa parrocchiale di S.Pietro e Paolo e subito dopo il bivio per
il casale di Pacognano che conserva la casa padronale della Famiglia Della
Porta dove visse Giovan Battista della Porta, illustre scienziato e
filosofo. Ritornando poi sulla statale 145 in discesa, arriviamo al centro
del nobile casale di Seiano, le cui origini si perdono nella notte dei
tempi, con la sua preziosa chiesa parrocchiale dedicata a S.Marco e con la
cappella di S.Maria la Vecchia dove sono conservati numerosi ex voti
marinari.
Il nostro itinerario si conclude percorrendo la statale sorrentina in
direzione dell’abitato di Vico Equense, dopo 500 metri, deviando a
sinistra, si scende alla Marina di Aequa, con i suoi accoglienti albeghi,
ristoranti, stabilimenti balneari frequentati tutto l’anno da una
affezionata clientela, che lungo le sue spiagge e nelle limpide acque del
Golfo, possono trascorrere magnifiche giornate di mare.
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