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VICO EQUENSE: UN TERRITORIO DA SCOPRIRE CON UNA STORIA MILLENARIA
di Giuseppe Maffucci


Percorrendo la statale 145, dopo Castellammare di Stabia ha inizio la Penisola Sorrentina, la prima cittadina che il visitatore scorge arroccata su di una rupe calcarea che si tuffa potente, nel Golfo di Napoli è Vico Equense.
I suoi colli che, si curvano a mezza luna, attraversati dalla strada “ R.Bsco”, sono disseminati da tredici villaggi , gli antichi casali, sino a “ Punta Scutolo” sul confine con il Comune di Meta di Sorrento.
Tutta la vasta superficie è popolata da 21.321 abitanti, ed è rigogliosa di viti, ulivi, noci, a
grumi e boschi di castagno ceduo.
Abitata in epoca lontanissima dai Tirreni , dagli Estrichi, dai Fenici, dai Greci e poi dai Romani, la costa aequana ha conosciuto momenti di grande splendore e periodi di profonda decadenza.
Colpita dai terremoti del 62 e del 64 d.c. e dalla catastrofica eruzione del Vesuvio 79 d.c., il suo territorio entrò a far parte del Ducato di Sorrento.
Riconquistò dopo molti secoli la sua autonomia con gli “ Angioini” (1285 - 1309).
Vico Equense fu dai primi anni del Cristianesimo sede Vescovile e può annoverare tra i suoi Vescovi Monsignor Michele Natale, martire della Rivoluzione napoletana del 1799.
Tutto il territorio aequano è in una posizione ideale, a pochi chilometri da Napoli, Pompei, Ercolano, Sorrento, Positano e Amalfi, a 5 minuti dal mare e dalle spiagge (Marina di Vico e Marina d’Aequa) e a 15 minuti dal Monte Faito 1215 metri d’altezza, con le sue rigogliose faggete e le vaste pinete.
Prima di giungere al centro di Vico Equense, lungo la statale 145, incontriamo la conca del “ Bikini” con la sua ampia spiaggia e il prestigioso complesso di “ Capo La Gala”, poco più avanti lo stabilimento delle Terme dello Scrajo, ricco di acque sulfuree; dove un’ondata di benessere invade il visitatore, tra una natura lussureggiante, e una cascata di acqua salso-bromo-iodica-magnesiaca,leggermente bromurata.
Proseguendo lungo la statale entriamo nella cittadina e attraversata la piazza con la bella fontana in marmo del 1700, arriviamo nel centro storico dove è possibile visitare l’ex cattedrale della SS. Annunziata, da pochi anni restaurata e riaperta al culto, un rara esempio di architettura gotica in penisola sorrentina, costruita nei primi anni del 1300 su una rupe calcarea a picco sul mare, essa conserva mirabili opere d’arte, affreschi e un Ecce Homo attribuito a Luca Giordano. Nel centro storico troviamo inoltre la chiesa barocca dell’Assunta e attraversando i suoi vicolo possiamo ammirare i numerosi portali e cortili catalani, per giungere poi al “ Castello Giusto”, trecentesco maniero angioino, residenza per sette secoli dei feudatari di Vico Equense.
Lungo Via Filangieri è possibile visitare il prestigioso “ Museo Mineralogico Campano, ricco di 3500 esemplari rari e bellissimi, con una sezione dedicata anche ai fossili. All’uscita del Museo, percorrendo via S.Ciro, troviamo la chiesa parrocchiale dei Santi Patroni “Ciro e Giovanni”.
Di notevole interesse è una visita al cinquecentesco convento di S.Maria del Toro con la sua preziosa chiesa e la svettante torre campanaria, che si può raggiungere a piedi in cinque minuti lungo Via Nicotera.
Lasciando l’antico centro abitato sulla costa e salendo su per la strada “ Raffaele Bosco” con l’auto o prendendo un autobus di linea, dopo aver percorso pochi chilometri lungo una strada con panorami unici, troviamo il casale di Massaquano, il più antico borgo del territorio aequano.Nella piazzetta sulla destra, di particolare interesse, la Cappella di S.Lucia, datata 1385, interamente affrescata da dipinti di scuola giottesca e in alto la chiesa parrocchiale di San. Giovanni Battista.
E’ necessario percorrere qualche chilometro in salita per giungere al Monte Faito, apprezzata stazione climatica, con un efficiente centro sportivo con piscine aperte durante la stagione estiva.
Il Monte Faito è collegato con la città di Castellammare di Stabia da una Funivia, qui si trovano le cime più alte della catena dei Monti Lattari, con boschi e vegetazione lussureggiante ed indimenticabili panorami.
Ripercorrendo la strada in discesa dal Faito , arriviamo nel casale di Moiano con la sua bella chiesa parrocchiale dedicata a S.Renato e dopo un breve tratto di strada sulla “R.Bosco”,incontriamo il bivio per S.Maria del Castello, in piccolo villaggio montano a strapiombo sul mare di Postano e sul Golfo di Salerno, con la sua cappella del tardo cinquecento,in cui sono custoditi dipinti di scuola caravaggiesca.
Proseguendo nel nostro cammino ,seguendo sempre la strada carrozzabile , incontriamo prima i casali di Tacciano e di Prezzano con le loro civettuole chiese parrocchiali al centro dell’abitato, per giungere poi al casale di Arola con l’antico eremo dei Camaldoli. Dal belvedere lo sguardo spazia su tutto il piano di Sorrento, sino alla Punta della Campanella, un panorama certamente suggestivo ed unico.
All’interno dell’eremo vegetazione di castagni,di secolari lecci e querce fanno da scenario al cortile interno della ottocentesca Villa Giusto - Astapiana con il suo pozzo in marmo lavorato dei primi anni del 1500. Scendendo ancora lungo la Raffaele Bosco, incontriamo prima il casale di Fornacelle con la chiesa parrocchiale di S.Pietro e Paolo e subito dopo il bivio per il casale di Pacognano che conserva la casa padronale della Famiglia Della Porta dove visse Giovan Battista della Porta, illustre scienziato e filosofo. Ritornando poi sulla statale 145 in discesa, arriviamo al centro del nobile casale di Seiano, le cui origini si perdono nella notte dei tempi, con la sua preziosa chiesa parrocchiale dedicata a S.Marco e con la cappella di S.Maria la Vecchia dove sono conservati numerosi ex voti marinari.
Il nostro itinerario si conclude percorrendo la statale sorrentina in direzione dell’abitato di Vico Equense, dopo 500 metri, deviando a sinistra, si scende alla Marina di Aequa, con i suoi accoglienti albeghi, ristoranti, stabilimenti balneari frequentati tutto l’anno da una affezionata clientela, che lungo le sue spiagge e nelle limpide acque del Golfo, possono trascorrere magnifiche giornate di mare.


 

 

 
         
 
             
   
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